Guida al Bid-Ask Spread per i trader e gli investitori italiani

Quando inizierai a fare trading sui mercati finanziari, ti imbatterai sicuramente nel termine “Bid-Ask spread”. Ma cosa significa? Si tratta di un concetto chiave per tutti gli investitori e i trader, sia esperti che principianti ed indica il differenziale tra il prezzo massimo di acquisto e minimo di vendita di un asset finanziario, applicato da un intermediario finanziario o broker.
Di seguito, scoprirai cosa è lo spread Bid-Ask, come calcolarlo e perché è importante come indicatore di liquidità, in relazione alla volatilità, e per i suoi impatti sui costi di trading; ma anche perché è fondamentale comprendere le variazioni degli spread tra le diverse classi di asset come le diverse tipologie di ordini possono servire a gestire l'impatto degli spread sulle decisioni di trading, e altro ancora.
Si prega di notare che, nonostante siano state condotte ricerche approfondite e consultate fonti finanziarie italiane affidabili, le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri e le condizioni di mercato possono cambiare in maniera imprevedibile.
Il trading comporta rischi significativi, soprattutto in mercati volatili come il forex, quello delle azioni e delle criptovalute, e gli investitori dovrebbero pertanto chiedere una consulenza finanziaria indipendente prima di prendere qualsiasi decisione di trading.
Questo materiale è solo a scopo informativo e non costituisce alcuna consulenza finanziaria. Si prega di consultare un consulente finanziario prima di prendere decisioni di investimento.
Sei pronto ad addentrati nell’universo del bid-ask spread? Allora, Buona lettura!
Indice
Cosa è il Bid-Ask Spread?
In questa sezione introduttiva, imparerai i concetti base di bid, ask e spread bid-ask e la formula di calcolo delllo spread bid ask.
I Concetti di Prezzo Bid, Prezzo Ask e Spread Bid-Ask
Per comprendere il termine Bid-Ask Spread, è innanzitutto necessario conoscere i concetti più basilari di prezzo di offerta (bid) e prezzo di domanda (ask).
Quando fai trading su uno strumento finanziario, vengono sempre mostrati il prezzo bid e il prezzo ask.
- Per aprire una posizione di acquisto sul mercato, si paga il prezzo ask;
- Se vuoi invece aprire una posizione di vendita, pagherai il prezzo bid.
Mentre il termine ask (o offer) si riferisce al prezzo minimo a cui un venditore è disposto a vendere un asset; bid indica invece il prezzo massimo che un acquirente è disposto a pagare per acquistare un asset.
Tieni a mente che il prezzo ask tende ad essere inferiore al prezzo bid, il che significa che acquistare un asset per poi rivenderlo subito dopo comporta una potenziale perdita di denaro. Allo stesso modo, vendendo e poi comprando subito dopo porterebbe a potenziali perdite.
Lo spread bid-ask, o semplicemente “lo spread”, è la differenza tra questi due prezzi menzionati sopra ed è definito come il differenziale tra il prezzo massimo di acquisto e minimo di vendita di un asset, applicato da un intermediario o broker finanziario ed è espresso in punti percentuali.
Il bid ask spread è considerato un costo di transazione applicato dai broker ed è una delle loro principali fonti di reddito. Gli spread nel forex sono variabili (mentre negli altri mercati possono essere fissi) e puoi vedere nella piattaforma di trading da te scelta quale è lo spread live dell’asset sul quale vorrai negoziare.
Potrebbe essere considerato anche un indicatore di liquidita: nei mercati molto liquidi, con molti scambi, lo spread bid ask può ampliarsi o ridursi in tempi ridotti. Uno spread più stretto indica una maggiore liquidità e di conseguenza minori costi di transazione.
Il seguente esempio di asset è solo a scopo didattico e non costituisce un consiglio di investimento. Gli investitori dovrebbero condurre ricerche indipendenti prima di prendere decisioni di trading.
Nell'immagine sopra, possiamo vedere che le Azioni Apple hanno - al momento in cui l'immagine è stata catturata, il 3 Aprile 2025 - un prezzo di vendita (bid) di 224.31 dollari e un prezzo di acquisto (ask) di 224.33 dollari. Pertanto, possiamo dire che lo spread è pari alla differenza tra questi due prezzi e è variabile.
Come si calcola il Bid-Ask Spread
Tieni a mente che in tutte le classi di asset lo spread è rappresentato dalla differenza tra il bid e ask, ed è quindi calcolabile semplicemente sottraendo il bid all’ask. Quindi, la formula dello spread è:
Spread = Prezzo di domanda ( ask price) - Prezzo di offerta (bid price)
I broker possono esprimere lo spread che applicano come percentuale, ma il metodo di calcolo può variare a seconda del broker. Verifica sempre come il tuo broker calcola e presenta lo spread prima di prendere qualsiasi decisione di trading.
% Spread = (Prezzo richiesto - Prezzo offerto) / Prezzo richiesto
La formula completa dello spread bid ask è:
(Prezzo Ask – Prezzo Bid) / Prezzo Ask
Gli esempi seguenti di asset sono solo a scopo illustrativo e didattico e non costituiscono raccomandazioni di investimento. Gli investitori dovrebbero condurre le proprie ricerche prima di prendere decisioni di trading.
Prendiamo un pratico esempio con una coppia valutaria, EUR CAD: se l’attuale tasso di cambio euro dollaro canadese fosse 1.40/1.45 dollari canadesi per euro, lo spread della coppia risulterebbe essere 0.05 dollari canadesi per euro, o 500 pips;
Spostandoci sul mercato azionario, prendiamo in riferimento - dalla fonte finanziari Milano Finanza - l'andamento del titolo ENEL quotato sulla Borsa italiana in tempo reale, il 3 Aprile 2025 è di EURO 7,588, il prezzo ask è di 7,588 e il prezzo bid corrisponde a 7,583. Lo spread viene indicato dalla differenza tra questi due prezzi e è variabile.
Nel trading di criptovalute, se ad esempio, se la quotazione della criptovaluta Bitcoin è di €60,200/€60,203, lo spread per il trading di Bitcoin risulterebbe di 3 euro. Si prega di notare che questo esempio è solo a scopo didattico e non costituisce raccomandazioni di investimento. Gli investitori dovrebbero condurre le proprie ricerche prima di prendere decisioni di trading.
Gli ETF sono fondi passivi quotati e negoziati come i titoli azionari; di conseguenza viene calcolato nel medesimo modo: se per esempio i valori quotati dal broker fossero 270/271, lo spread sarebbe di un euro.
Si prega di notare che tutti gli investimenti comportano rischi e le performance passate non sono garanzia dei risultati futuri. Si prega di condurre sempre le proprie ricerche o di consultare un consulente finanziario prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
Come visualizzare lo Spread su MetaTrader 5
Su MetaTrader 5, potrai facilmente visualizzare lo spread di ogni strumento nel seguente modo:
▶️ Apri la tua piattaforma di trading MetaTrader 5
▶️ Vai alla finestra 'Market Watch' che dovrebbe comparire sul lato sinistro dello schermo, altrimenti premi Control + M per farla apparire.
▶️ Ora clicca con il tasto destro del mouse su uno qualsiasi degli strumenti finanziari attualmente elencati. Seleziona 'Columns' e poi clicca su 'Spread' come mostrato di seguito.
▶️ Una volta fatto questo, nella finestra 'Market Watch' apparirà una nuova colonna che mostra lo spread per tutti gli strumenti che hai elencato. Lo spread viene mostrato in pip
Perché lo Spread Bid-Ask è importante?
Di seguito, scoprirai da vicino che l’importanza dello spread bid-ask è dovuta a diverse ragioni, come l’impatto diretto sui costi di transizione, la correlazione con la volatilità di mercato e il suo ruolo di indicatore di liquidità.
L’Impatto dello Spread Bid-Ask sui Costi di Negoziazione e il Bid Ask Spread come Indicatore di Liquidità di Mercato
Uno dei motivi per cui lo spread bid ask è importante è la sua influenza diretta sui costi di transazione.
In breve, mentre uno spread ampio comporterà costi di trading più alti, uno più ristretto determinerà costi più bassi.
Le coppie di valute principali come EUR USD o GBP USD hanno spesso spread più bassi a causa della maggiore liquidità, mentre le coppie minori come EUR GBP possono avere spread più alti a causa della liquidità relativamente più bassa. Tuttavia, gli spread possono comunque fluttuare a seconda delle condizioni di mercato.
Si prega di notare che gli esempi di asset sopra riportati hanno solo scopo didattico e non costituiscono una consulenza in materia di investimenti.
Lo spread bid ask potrebbe anche considerato un importante indicatore di liquidità. Di base, un titolo è considerato più liquido che un altro quando viene scambiato più denaro su base diaria e di conseguenza più partecipanti – acquirenti e venditori - interagiscono sul mercato finanziario, nonché avviene un volume di scambi maggiore, in concomitanza con fluttuazioni di prezzo più piccole.
Mentre uno spread più ridotto indica un mercato liquido - o una condizione di maggiore liquidità - caratterizzato da un elevato volume di scambi e di attività di trading, anche dovuti ai costi minori per l’esecuzione degli ordini; al contrario, uno spread più ampio è correlato a una minore liquidità e quindi costi più alti per entrare e/o uscire dal mercato.
Di conseguenza, maggiore è il volume degli scambi, minore è lo spread e più bassi saranno i costi di transizione; viceversa, se il volume di scambi è più piccolo, maggiore sarà lo spread e più alti saranno i costi di transizione applicati. Inoltre, con un volume di trading più alto lo spread dovrebbe essere minore, perché la presenza di più ordini in sospeso potrebbe ridurre la distanza tra bid e ask.
Spread Bid Ask e Volatilità
Lo spread è in genere correlato alla volatilità del mercato e, mentre una maggiore volatilità può talvolta portare ad un ampliamento degli spread bid-ask, può anche comportare maggiori opportunità di trading a seconda delle condizioni di mercato.
In generale, una maggiore volatilità dovrebbe portare a uno spread più basso, ma anche una volatilità eccessiva può comportare dei rischi. Che si tratti o meno di trading di volatilità, il trading è altamente speculativo e comporta rischi di investimento, tra cui le fluttuazioni di mercato, che possono portare a potenziali perdite di perdita. Sebbene offra potenziali opportunità, comporta anche un'elevata volatilità e il trading con leva finanziaria può amplificare sia i guadagni che le perdite. Gli investitori al dettaglio dovrebbero comprendere appieno questi rischi prima di fare trading.
Si prega di notare che gli esempi di asset riportati di seguito hanno solo scopo didattico e non costituiscono una consulenza in materia di investimenti.
Due esempi di volatilità possono essere gli indici: VIX Volatility index e VSTOXXX.
ll VIX è un indice di volatilità in tempo reale che mostra la volatilità implicita dell'indice S&P 500 nei prossimi 30 giorni. Sebbene rifletta le aspettative di mercato sulla volatilità, non dovrebbe essere utilizzato come unico indicatore dei movimenti di mercato. Misura la volatilità delle opzioni del mercato di Chicago (CBOE o Chicago Board Options Exchange) all'interno dell'indice S&P 500, ma viene utilizzato come riferimento per l'intero mercato azionario americano.
È anche chiamato “indice della paura”, perché indica la volatilità del mercato attraverso il suo sentiment ed umore e le sue aspettative. In genere, i prezzi del VIX aumentano quando aumenta l’apprensione del mercato e viceversa.
Il VSTOXX è invece l'indice di volatilità dell'Eurostoxx50 ed è anche definito “il VIX europeo”; è considerato un indice tecnico e per addetti ai lavori. Comprende le 50 blue chip più importanti dei 12 Paesi dell'area euro ed è gestito da Deutsche Borse, di cui una controllata è Eurex Exchange, la terza borsa di derivati al mondo. Questo indice indica l'aspettativa di volatilità mercato a 30 giorni misurando la volatilità implicita delle opzioni call e put per l'indice Eurostoxx50.
Anche il VSTOXXX può essere considerato misura attendibile della paura di trader e investitori. Per esempio, notizie negative per l’area euro e in particolare per le economie più importanti potrebbero avere un forte impatto significativo sull’andamento dell’indice, che potrebbe tendere ad aumentare di valore dal momento che aumenta l’incertezza tra gli operatori del mercato. Al contrario, notizie positive o fasi di mercato calme possono generare una riduzione della volatilità e una fase rialzista dell’indice.
Sebbene il VSTOXX e il VIX tendano a muoversi nella stessa direzione, i loro movimenti potrebbero non essere sempre correlati e l'entità della loro relazione può variare a seconda delle condizioni di mercato.
Che si tratti o meno di volatilità, il trading è altamente speculativo e comporta un rischio significativo di perdita. Sebbene possa presentare opportunità, è importante comprendere che tali opportunità sono accompagnate da elevata volatilità e il trading con leva finanziaria può amplificare sia i potenziali guadagni che le potenziali perdite. Gli investitori al dettaglio dovrebbero comprendere appieno questi rischi prima di fare trading.
Oltre a quelli che abbiamo appena visto, esistono altri fattori, come le pubblicazioni dei dati economici, che potrebbero causare un aumento degli spread. Gli spread possono ampliarsi nei periodi che precedono le pubblicazioni dei principali dati economici, poiché i trader aspettano gli annunci prima di entrare nel mercato.
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I Componenti dell'Analisi dello Spread Bid-Ask applicati al Mercato Finanziario e Azionario Italiano
Entrati nel vivo della nostra analisi riassuntiva sul bid ask spread, copriremo ora la tematica dell’analisi dei diversi fattori di bid ask spread - come la liquidità, la volatilità e i fattori di mercato - applicati nel contesto del mercato finanziario e azionario italiano.
Spread Bid-Ask Trading e i Fattori di Mercato
Forse già saprai che la società che gestisce i mercati finanziari in Italia è Borsa Italiana, che ha sede in piazza affari a Milano. Ma come funziona esattamente Borsa Italiana? In sintesi, i titoli quotati in Borsa vengono scambiati sulla rispettiva piattaforma telematica che raccoglie gli ordini di vendita e di acquisto di diversi strumenti finanziati, come azioni, obbligazioni, coppie di valute ed ETF.
Svolge inoltre un’attività di controllo sul mercato, vigilando sulle transazioni, sugli emittenti e sugli operatori finanziari ed ha il compito di decidere i requisiti per l’ammissione e la permanenza nel circuito delle azioni e di sospendere la quotazione dei titoli, ad esempio se si presentano situazioni di tensione finanziaria che possono coinvolgere uno o più titoli.
Borsa Italiana è una società per azioni privata che dal 2020 è di proprietà del gruppo Euronext ed è organizzata in diversi comparti. Tra i diversi comparti ci sono il Mercato Telematico Azionario (MTA) e il Mercato Obbligazionario Telematico (MOT), che comprende i titoli di stato e le obbligazioni. Sul mercato gestito da Borsa Italiana, oltre a BTP e altri titoli di Stato, si negoziano anche le euro obbligazioni e titoli di emittenti esteri. Il mercato di riferimento dei derivati è invece IDEM (Italian Derivatives Market), mentre il segmento Sedex raggruppa i contratti certificates e i covered warrant.
Inoltre, gli ETF (exchanged-traded fund) e gli ETC (exchanged traded commodities) sono negoziati sul mercato ETF Plus. Menzioniamo infine il Mercato per i fondi d’investimento alternativi (MIV), dedicato ai veicoli di investimento.
Concentrandoci ora nello specifico sul mercato telematico azionario, possiamo distinguere al suo interno diversi segmenti, come quello delle azioni Blue Chip, che rappresentano le società con larga capitalizzazione di mercato (con capitalizzazione superiore a 1 miliardo di euro); e rappresentato dalle società del settore energetico, grandi banche e case automobilistiche. Tra queste società menzioniamo Ferrari, Enel, Eni, Banca Generali, Banca Intesa San Paolo e Stellantis. Questi esempi di asset sono forniti esclusivamente a scopo didattico e non sono intesi come consulenza sugli investimenti. Gli investitori dovrebbero condurre ricerche indipendenti e consultare un consulente finanziario prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.
Troviamo poi il segmento Star (Segmento con Titoli ad Alti Requisiti), che raggruppa le azioni delle società con valore compreso fra 40 milioni e un miliardo di euro e caratterizzate da elevati requisiti di eccellenza, come soddisfare i requisiti didi liquidità, trasparenza e corporate governance; a parità di valore di Market Cap ci sono le società del segmento Standard.
Infine, le società a piccolo Market Cap fanno parte del segmento AIM, che include imprese in crescita e mirate a estendere il proprio capitale; si tratta però - a differenza die segmenti visti sopra - di un mercato non regolamentato ed illiquido, perché i titoli coinvolti presentano una quantità più piccola di scambi e meno liquidità.
Possiamo dedurre che il mercato Azionario Italiano (Borsa Italiana) potrebbe rivestire un ruolo importante nella determinazione degli spread. I titoli che fanno parte del mercato telematico azionario, ovvero quelli che hanno larga capitalizzazione e un maggiore volume di scambi, dovrebbero presentare spread più ridotti e competitivi; invece, i titoli del segmento AIM, caratterizzati da una ridotta liquidità e da un limitato volume di scambi, presenterebbero spread più alti.
L’andamento della Borsa Italiana dipende dai diversi indici quotati, e il principale indice di riferimento per i mercati azionari italiani è il FTSE MIB (Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa), che si tratta di un indice ponderato sulla base della capitalizzazione di mercato per il flottante e misura le performance delle 40 maggiori società quotate a maggiore capitalizzazione e rappresenta circa l’80% della capitalizzazione di mercato nazionale complessiva.
L’FTSE MIB riflette quindi l’andamento delle principali società quotate sul mercato italiano e quindi l'andamento delle 40 società italiane con maggiore capitalizzazione, flottante e liquidità.
La performance dell'indice ha mostrato un aumento del suo prezzo di circa il 13% negli ultimi 6 mesi, del 12% nell'ultimo anno e del 142% negli ultimi 5 anni, fonte TradingView, al momento della stesura, il 14 marzo 2025. Si prega di notare che le performance passate non sono indicative dei risultati futuri. Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita di capitale, e si dovrebbe considerare attentamente i propri obiettivi di investimento e la tolleranza al rischio prima di prendere qualsiasi decisione.
L'indice FTSE MIB ha subito fluttuazioni nell'ultimo anno, riflettendo la volatilità intrinseca del mercato. Sebbene siano state osservate alcune tendenze, come i trend rialzisti di marzo e aprile, è importante notare che le condizioni di mercato possono cambiare e le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Al momento in cui il grafico è stato catturato sotto Fonte Trading.View, il 26 Marzo 2025 - che l'indice FTSE MIB ha subito fluttuazioni nell'ultimo anno, riflettendo la volatilità che può verificarsi nel mercato azionario e il trend rialzista si è verificato ad esempio a fine marzo e inizio aprile, quindi di nuovo dal 7 al 17 maggio (il prezzo è aumentato in modo significativo a circa 35358 EURO, ma le prestazioni future sono incerte e comportano rischi). Dal 18 giugno al 23 luglio e di recente c'è stata un'altra ripresa. Il 21 ottobre ha registrato un altro picco, con il prezzo di circa 35189 EURO. Si prega di tenere presente che i dati mostrati sono storici e non garantiscono le prestazioni future. I mercati sono volatili.
Investire sul FTSE MIB può offrire vantaggi come un'elevata liquidità, ma è importante riconoscere che la performance dell'indice, come tutti gli investimenti, è soggetta a rischi, tra cui la volatilità del mercato e le potenziali perdite; presenta un’ampia copertura mediatica e facile accesso alle informazioni e notizie relative alle società dell’indice; fornisce la possibilità di diversificazione investendo su aziende di diversi settori e quindi la potenziale riduzione del rischio legato all’investire in singole azioni o settori. Inoltre, è fortemente esposto all’andamento dell'economia italiana. Tutti questi fattori positivi sono legati alla potenzialità di spread competitivi e bassi.
Allo stesso tempo, l’indice potrebbe presentare dei limiti, come la concentrazione del rischio legato all’economia italiana, che - se venisse colpita da eventi negativi come instabilità politica o crisi economiche settoriali - potrebbe avere un impatto negativo sull’andamento dell'indice e l’innalzamento degli spread. Inoltre, anche la volatilità di mercato, se drastica, potrebbe portare a spread più alti e a potenziali perdite significative.
Oltre al FTSE MIB, su Borsa Italiana sono quotati altri indici, come il FTSE Italia Mid Cap, il quale racchiude le prime 60 società per capitalizzazione che non appartengono al FTSE MIB e i suoi componenti vengono rivisti con cadenza trimestrale; il FTSE Italia Small Cap, invece, è il paniere dei titoli azionari a bassa capitalizzazione.
Ci sono inoltre: Il FTSE Italia STAR, che è l’indice che traccia l’andamento del Segmento STAR e che include società appartenenti anche a uno dei tre indici precedenti (FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap o FTSE Italia Small Cap) e il FTSE Italia Growth, che è il benchmark del mercato Euronext Growth Milan. Investire con bid ask spread sui titoli inclusi in questi indici potrebbe comportare spread piu alti rispetto che a quelli di FTSE MIB, proprio perché’ liquidità e i volumi di scambi sono inferiori.
Invece, per quanto riguardo gli ETF, ETFplus è il mercato telematico regolamentato di Borsa Italiana nel quale è possibile negoziare in tempo reale gli ETF (Exchange Traded Funds), ovvero gli strumenti che replicano l’andamento di diversi asset, come indici, obbligazioni e materie prime. Mentre gli ETC sono strumenti finanziari che replicano passivamente l’andamento di materie prime o di indici di materie prime, gli ETN riproducono l’andamento di sottostanti diversi dalle materie prime, come indici di valute, azionari o obbligazionari. Gli ETC e gli ETN presentano una struttura d scambio efficiente e quindi una buona liquidità e facilità di esecuzione delle operazioni, nonché costi contenuti (gli ETF permettono commissioni e costi di gestione e transazione inferiori rispetto ad altri prodotti finanziari) e un accesso a una gamma variegata di asset e classi di asset, che permette la diversificazione del portafoglio. Di conseguenza, tutti questi fatti potrebbero favorire la negoziazione con spread più ridotti.
Bid-Ask Spread e Fattori di Liquidità
Un altro fattore che in genere potrebbe influenzare gli spread è la liquidità. La liquidità di uno strumento finanziario di solito influisce sullo spread bid-ask: più alta è la liquidità, più ristretto sarà lo spread; la mancanza o riduzione di liquidità comporta invece spread più ampi.
Un'alta liquidità indica un alto volume di attività di trading e ciò permette che il trading dell’asset avverrà efficientemente e con la minima alterazione del prezzo.
I broker sono tipicamente più inclini ad offrire spread più bassi quando c'è un alto volume di trading, perché l'elevata liquidità rende più facile per loro eseguire operazioni senza significative fluttuazioni dei prezzi.
D'altra parte, nei mercati in cui il volume di trading è più ridotto, i broker tendono a far pagare di più per la gestione della transazione con conseguente allargamento degli spread. Per esempio, nel mercato Forex, le principali coppie di valute hanno una liquidità molto più elevata e, quindi, spread più stretti rispetto alle coppie di valute esotiche.
Le Azioni, ad esempio, possono essere influenzate dalla liquidità, a seconda del loro market Cap: una small Cap offre un volume di scambi inferiore rispetto ad una big cap e quindi spread più ampi. Al contrario, un titolo di società con grande market cap e liquidità alta comporta spread più ridotti. Nel panorama azionario italiano, aziende con larga capitalizzazione di mercato sono titoli liquidi e quindi comportano spread più ristretti.
I seguenti esempi di asset sono solo a scopo didattico e non costituiscono consulenza sugli investimenti. Gli investitori dovrebbero condurre ricerche indipendenti prima di prendere decisioni di trading.
Se prendiamo come riferimento il titolo ENEL, possiamo vedere dalla fonte investimenti.biz di Novembre 2024 che il titolo ENEL, principale utility italiana con grande capitalizzazione di mercato e parte del FTSE MIB, ha avuto una crescita del 16,2% dell'utile netto nei primi 9 mesi del 2024, pari a 5,85 miliardi di euro.
Dando un occhio alle performance passate di ENEL, deduciamo dalla fonte TradingView - che al momento della scrittura, il 13 Marzo 2025 - il titolo ha avuto una crescita, che si attesta intorno al 5.86% nell'ultimo mese, al 19,07 % nell'ultimo anno e a 18,30 % negli ultimi 5 anni.
Inoltre, relazioni sugli utili positive e forti volumi di trading possono sostenere la liquidità e potenzialmente spread più stretti; tuttavia, le condizioni di liquidità possono variare e la volatilità del mercato può comunque avere un impatto sugli spread e sui costi di trading. Tuttavia, il feedback positivo dell'ultimo fatturato degli utili e il buon volume di trading potrebbero incoraggiare un possibile aumento della liquidità e influenzare spread più stretti. I dati mostrati sono storici e non garantiscono le performance future. I mercati sono volatili.
Un altro esempio di titolo quotato in Borsa Italiana - ma sul FTSE Italia Mid cap - che si sta dimostrando liquido e con volumi di scambio in continuo aumento è Anima Holding, che è una delle principali società di gestione di portafogli in Italia e il più grande gestore di investimenti indipendente in Italia. Come deduciamo dalla fonte di TradingView, le performance passate sono state complessivamente positive e, al momento della stesura del 26 marzo 2025, il suo prezzo ha avuto un aumento del +28.37 % negli ultimi 6 mesi, del +59,36 % nell'ultimo anno e del + 156,27 % negli ultimi 5 anni. I dati mostrati sono storici e non garantiscono le performance future. I mercati sono volatili.
Invece, per quanto riguarda il settore obbligazioni e titoli di stato (le obbligazioni o bond rilasciate dagli stati o emettenti governativi), questi ultimi possono presentare un grado di liquidità alto, in quanto vengono scambiati in modo consistente sul mercato regolamentato, come nel caso dei BOT, dei BTP e dei CTT.
Mentre i BOT hanno durate brevi, come 3,6, 12 mesi, gli altri due sono titoli a media o lunga scadenza adatti per la pianificazione di un risparmio per un lungo periodo di tempo: i CCT (certificati idi credito del tesoro) possono durare fino a7 anni; i BTP (buoni del tesoro poliennali) invece possono avere scadenze fino a 50 anni.
I bond italiani vengono negoziati su Borsa Italiana (sul MOT o il MTS) attraverso il bid-ask.
- Il bid-ask spread risulta in genere più contenuto quanto più è scambiata l’obbligazione, attività che dipende anche dall’ammontare emesso;
- Quando è invece poco scambiata il bid-ask spread tipicamente dipende solo dall’attività del liquidity provider, ovvero la banca preposta a esporre sul book di negoziazione un prezzo-bid e un prezzo-ask in via continuativa.
I CTT sono strumenti facilmente acquistabili o vendibili in qualsiasi momento e con le giuste modalità e gli specifici canali di acquisto e vendita sono accessibili agli investitori e allo stesso tempo liquidabili. Dall’altra parte, possono presentare il rischio di liquidità e diventare poco liquidi o poco elastici in termini di acquisto e vendita, in quanto sono vincolati nella quantità e nella durata; possono essere comprati e venduti solo per cifre multiple di 1000€; per riottenere la stessa cifra investita all'emissione, senza rischiare di vendere i CCT ad un prezzo inferiore a causa del rischio tassi, andrebbero mantenuti fino alla scadenza dei 7 anni. Questi due vincoli potrebbero generare un possibile continua crescita degli spread.
Infine, gli ETF sono una classe di asset che offre un'ampia scelta di asset sui quali investire, rendendo l’ETF liquidabile, anche se il grado di liquidita può variare da un ETF all’altro.
In un ETF assume importanza analizzare lo spread bid/ask del book di negoziazione, perché in genere quando uno sconto tra la migliore proposta in acquisto e la migliore proposta in vendita (spread bid/ask) è molto largo, oppure assente, comporta un costo per l'investitore e un potenziale rischio nel momento in cui si deve liquidare la posizione, cioè vendere.
Attualmente, l'indice FTSE MIB è seguito da cinque ETF, come è possibile vedere anche dal sito web JustETF.
L’impatto della Volatilità suI Bid Ask Spread
Ora, che hai acquisito una maggiore conoscenza dell’argomento in questione, ti forniremo una spiegazione più approfondita di come l'indice VIX e VSTOXX potrebebro riflettere la volatilità del mercato e incidere sugli spread bid-ask.
L’indice VIX rappresenta la volatilità del mercato azionario statunitense; nello specifico misura il sentiment del mercato e la volatilità implicita nei prezzi delle opzioni del mercato di Chicago (CBOE) nell’indice S &P 500 su quella che sarà la volatilità nei prossimi 30 giorni.
Per i trader investire sul VIX è anche un'opportunità per sfruttare la volatilità.
In generale, il VIX va al rialzo quando i mercati scendono e viceversa: questo avviene perché la paura e la volatilità dei mercati rendono i trader insicura nell’effettuare gli investimenti.
L'Indice VIX tende generalmente ad avere una correlazione inversa con l'Indice S&P 500 (US500), ovvero quando il VIX aumenta l’Indice S&P 500 diminuisce e viceversa:
- Quando il VIX è in rialzo, avvengono fluttuazioni di prezzo significative e rapide dell'S&P 500. Il VIX ha una correlazione solitamente negativa con l'S&P 500, per cui nei periodi di stress del mercato, il VIX aumenta;
- Quando il VIX è in ribasso le preoccupazioni degli investitori sul mercato sono basse, e quindi tende ad esserci più stabilità e crescita a lungo termine. Il VIX ha una correlazione solitamente negativa con l'S&P 500, per cui quando il VIX è basso, il prezzo di S&P 500 è in rialzo.
L'indice VIX misura la volatilità prevista nel mercato ed è spesso utilizzato come misura del sentiment degli investitori. Sebbene in genere vari da 0 a 100, valori estremi possono riflettere un significativo stress di mercato e il suo comportamento può variare in base alle condizioni di mercato. Ci sono tre livelli di portata sul CBOE.VIX:
- Tra 0 e 20: c'è poca volatilità nel mercato, gli investitori sono fiduciosi e l'S&P500 è, in linea di massima, in rialzo; quindi, il mercato è in una situazione di stabilità;
- Tra 20 e 30: gli investitori iniziano a preoccuparsi, il che porta alla volatilità, la tendenza al rialzo dell'SP500 può continuare ma anche iniziare ad invertire;
- Tra 30 e 100: è paura e panico da parte degli investitori e una situazione di incertezza sui mercati, a causa dell’aspettativa di volatilità da parte dei trader. La volatilità è particolarmente elevata e probabilmente stiamo assistendo a una forte correzione o a un crollo dei prezzi dell'SP500 e dei principali indici azionari.
Tieni presente che questi tre livelli possono essere regolati a scelta del trader o investitore a seconda della sua visione dei mercati e del suo grado di tolleranza al rischio.
Devi anche sapere che nei mercati la volatilità rappresenta la fiducia o la paura.
- Quando il VIX si avvicina allo 0, riflette un sentimento di fiducia degli investitori nell'economia statunitense;
- Quando il VIX si muove verso 100, riflette il pessimismo o la paura da parte di questi stessi investitori.
Per quando riguarda gli spread, un vix che si muove verso 100 potrebbe generare spread più ampi, in quanto la volatilità drastica e gli investitori saranno in preda al panico o alla sfiducia. In opposto, se il vix si muove con una percentuale bassa e la volatilità è ridotta, gli investitori saranno fiduciosi e di conseguenza anche gli spread saranno più ristretti.
Dalla fonte di TradingView, è interessante sapere che - al momento della scrittura il 14 Marzo 2025 - il VIX, il cui prezzo live è di 24.14 USD, ha avuto un declino di circa il 2 % nell’ultimo giorno che nei recenti 5 giorni, ma allargando l’arco temporale passato notiamo che ha riscontrato un aumento del 51 %nell’ultimo mese, del 41 % nei recenti 6 mesi e del 77, 31 % nell’ultimo anno. Tieni presente che i dati mostrati sono storici e non garantiscono le performance future. I mercati sono volatili.
Esistono inoltre i cosidetti vix futures, che indicano la volatilità implicita attesa nei 30 giorni successivi alla scadenza del contratto future stesso, la volatilità implicita forward.
L’Indice di Volatilita’ VSTOXX invece misura la volatilità implicita delle opzioni call e put dell’indice EuroStoxx 50 ed indica l'aspettativa di volatilità mercato a 30 giorni.
È negoziabile tramite strumenti derivati, esattamente come avviene con il VIX nell’indice S&P 500 negli USA. Eurex consente di operare sul VSTOXX tramite contratti futures e di opzione quotati all'Eurex.
Più alto è il valore del VSTOXX, maggiore è la volatilità implicita del mercato, che spesso riflette la paura degli investitori e l'avversione al rischio. Tuttavia, le condizioni di mercato e il sentiment degli investitori possono essere influenzati da molteplici fattori ed è importante considerare un'ampia gamma di indicatori quando si valuta il rischio di mercato. Generalmente, la sua tendenza è opposta a quella del sottostante Indice EuroStoxx 50. Allo stesso modo, un valore basso del VSTOXX indica spread più bassi, mentre un valore alto lascerebbe pensare a spread bid/ask più ampli.
Noi ad Admiral Markets offriamo strumenti di gestione del rischio che possono aiutarti a navigare nei mercati volatili. Con i nostri strumenti di analisi gratuiti, potrai accedere a una vasta gamma di risorse esclusive con un semplice click! Il trading non è adatto a tutti. È altamente speculativo e comporta un rischio significativo di perdita.
I Tipi di Ordini e come interagiscono con gli Spread Bid/Ask
In questa ultima sezione del nostro articolo, copriremo i diversi tipi di ordini che i trader, sia principianti che esperti, potranno utilizzare per operare sui mercati finanziari e vedremo come vengono eseguiti sul mercato e come interagiscono con lo spread bid/ask.
Di norma, esistono due tipi di ordini: gli ordini di mercato egli ordini in sospeso.
Gli Ordini di Mercato e gli Ordini in Sospeso
Gli ordini di mercato sono quelli che di regola consentono in immediato l’acquisto o la vendita di un asset finanziario al prezzo di mercato corrente o disponibile e vengono eseguiti al miglior prezzo possibile.
L’utilizzo degli ordini di mercato può presentare diversi benefici, tra i quali:
- Permettono ai trader di entrare o uscire dal mercato efficientemente;
- Sono adatti a trader e investitori non preoccupati del prezzo di esecuzione di un’operazione, perché voglio comprare o vendere al prezzo di mercato corrente;
- Possono essere utili in concomitanza di notizie di mercato a forte impatto, che potrebbero portare a oscillazioni di prezzo repentine e significative, oppure nei mercati in continua e rapida evoluzione o fortemente volatili.
Dall’altro lato, eseguire operazioni con ordini di mercato potrebbe presentare dei limiti:
- I trader non hanno controllo sul prezzo al quale viene eseguita l’operazione e, nel caso di una condizione di forte volatilità, potrebbero essere penalizzati da ulteriori costi;
- Possono essere soggetti ai cosiddetti “slippage” (o slittamenti), ovvero alla differenza tra il prezzo previsto ed effettivo di esecuzione del trade.
Tieni sempre presente che il trading in generale comporta un elevato grado di rischio e, sebbene offra potenziali profitti, può anche comportare perdite significative di capitale.
Gli ordini in sospeso o pending vengono invece eseguiti solo una volta che la precondizione è stata soddisfatta, cioè ad un prezzo che non è stato ancora raggiunto, poiché per questo tipo di ordini è necessario fissare un determinato prezzo di apertura. Nella tipologia di ordini in sospeso o pending possiamo trovare gli ordini limite e gli ordini stop. Vediamoli meglio di seguito!
Gli Ordini Limite e la loro Interazione con gli Spread Bid/Ask
Gli ordini a limite sono quelli che permettono di specificare il prezzo minimo col quale sei disposto a vendere, oppure il prezzo massimo col quale sei disposto a comprare un asset. Vengono utilizzati quando potremmo aspettarci un rimbalzo o un ritracciamento, ovvero un cambiamento di una certa tendenza o trend.
Ecco i due possibili tipi e come entrambi possono interagire con lo spread:
- Limite di Acquisto o Buy Limit (aprire una posizione long o lunga): Ordine di Acquisto in sospeso, il cui prezzo di esecuzione è inferiore (più economico) al prezzo di mercato corrente (un ordine Buy Limit può essere piazzato solo al di sotto del prezzo corrente di mercato).
Gli ordini Buy Limit vengono eseguiti al prezzo ASK (BID + spread), e le posizioni vengono chiuse al prezzo BID.
Può essere eseguito parzialmente se non c'è sufficiente liquidità disponibile al prezzo che soddisfa le condizioni del cliente;
- Limite di vendita o Sell Limit (posizione corta o short): Ordine di vendita in sospeso, il cui prezzo di esecuzione è superiore al prezzo di mercato corrente (un ordine Sell Limit può essere piazzato solo sopra il prezzo corrente di mercato).
Gli ordini Sell limit vengono eseguiti al prezzo BID, e le posizioni vengono chiuse al prezzo ASK (BID + spread).
Il Sell Limit può essere eseguito parzialmente se al prezzo che soddisfa le condizioni del cliente la liquidità disponibile è insufficiente.
Gli ordini limite possono avere diversi benefici, come:
- Permetterti di controllare il prezzo della tua operazione;
- Possono essere utilizzati nei mercati fortemente volatili e quando ci sono spread elevati.
Dall'altra parte, vediamo i possibili limiti:
- Potrebbero non essere garantiti e non eseguiti se il valore non raggiunge il prezzo specificato;
- Il trader potrebbe dimenticare l’ordine limit dopo qualche tempo che l’ordine è stato inserito, ma non eseguito.
Gli Ordini Stop e come sono correlati agli spread bid/ask
Gli ordini stop sono ordini pending che vengono eseguiti al prezzo di mercato, ad un prezzo peggiore di quello che avrai stabilito. Anche qui possiamo trovare due sotto tipologie:
- Buy Stop (viene aperta una posizione long): Si tratta di un ordine di acquisto in sospeso, il cui prezzo di esecuzione è superiore al prezzo di mercato corrente (un ordine Buy Stop può essere piazzato solo al di sopra del prezzo corrente di mercato).
Tieni presente che può essere eseguito al prezzo da te specificato o a un prezzo più alto, a secondo del prezzo corrente del mercato e che questa tipologia di ordine viene sempre eseguita per intero e non in parziale, in base alla liquidità disponibile a un determinato prezzo. Nel caso in cui la dimensione dell'ordine supera la liquidità disponibile, l'ordine verrà rifiutato.
Gli ordini Buy Stop vengono aperti al prezzo ASK (BID + spread), e chiusi al prezzo BID.
- Sell Stop (posizione short): È un ordine di vendita in sospeso, il cui prezzo di esecuzione è inferiore al prezzo di mercato corrente (un ordine Sell Stop può essere piazzato solo al di sotto del prezzo corrente di mercato).
È da ricordare che può essere eseguito al prezzo da te specificato o ad un prezzo più basso, a seconda del prezzo corrente del mercato e viene sempre eseguito per intero, in base alla liquidità disponibile a un dato prezzo. Nel caso in cui la dimensione dell'ordine supera la liquidità disponibile, l'ordine viene respinto.
Gli ordini di vendita stop vengono eseguiti al prezzo BID, e le posizioni vengono chiuse al prezzo ASK (BID + spread).
Di seguito, sintetizziamo i punti di forza degli ordini stop:
- Possono permetterti un controllo avanzato sulle tue attività di trading;
- Rappresentano una protezione nel limitare le potenziali perdite e quindi sono un proattivo strumento di gestione del rischio;
Ecco invece i punti di debolezza:
- Possono essere soggetti agli slippage;
- Possono essere suscettibili a fluttuazioni di prezzi a breve termine.
Tieni presente che il trading altamente speculativo e comporta un rischio significativo di perdita. Sebbene offra potenziali opportunità, è importante comprendere che il trading con leva finanziaria può amplificare sia i guadagni che le perdite, aumentando significativamente il rischio. Gli investitori al dettaglio dovrebbero comprendere appieno questi rischi prima di fare trading.
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Considerazioni finali sul Bid Ask Spread Trading
Alla fine di questo articolo, dovresti avere una comprensione chiara del concetto di bid ask spread e della sua importanza per i trader e gli investitori nel prendere decisioni di trading informate. Abbiamo evidenziato diversi punti chiave su Bid Ask Spread, come le sue implicazioni sui costi di trading, il suo ruolo di indicatore di liquidità, la sua correlazione con la volatilità del mercato e come diversi tipi di ordini possono interagire con gli spread bid/ask.
Tieni presente che ogni trader ha un diverso grado di sensibilità allo spread a seconda del suo stile di trading, delle sue preferenze e della sua strategia. Tuttavia, ogni strategia di trading comporta rischi intrinseci. I trader dovrebbero valutare attentamente la loro tolleranza al rischio e considerare l'utilizzo di ordini stop-loss, dimensionamento delle posizioni e strumenti di gestione del rischio per mitigare le potenziali perdite.
Sii sempre consapevole che tutto il trading è altamente speculativo e comporta un rischio significativo di perdita. Sebbene ci siano potenziali opportunità di profitto, è fondamentale riconoscere che l'elevata volatilità del mercato e il trading con leva finanziaria possono portare a perdite sostanziali.
Se ti senti ispirato e vuoi iniziare a fare trading restando costantemente aggiornato su quello che accade in tempo reale nei mercati finanziari, allora potrai esplorare le nostre risorse educative sul sito web di Admiral Markets, come webinar interattivi, tutorials e corsi online oppure esercitarsi con un conto demo gratuito che ti permette di praticare senza rischiare i tuoi fondi, mentre fai pratica in condizioni di mercato simulate simili al trading reale. Potrai passare a un Conto Live con capitale reale quando ti sentirai a tuo agio. Fai clic qui sotto per registrarti!
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